facebookgoogle +twitterbloggertwitter
Log In

Accedi

Hai dimenticato la password?

Carrello Subtotale: € 0,00

Novità! - Giuseppe Lentini - Tempo supplementare

Disponibilità: In magazzino

€ 1,49

Breve descrizione

Formato epub


Il mondo attraverso la poesia


Per saperne di più... leggete in basso la quarta di copertina e scaricate il file esempio

Clicca sull'immagine principale per ingrandire e spostarsi

* Campi obbligatori

€ 1,49

“ti penso come sei/e sento di doverti/le cose che non hai/le stesse ch’io vorrei”


Tempo supplementare di Giuseppe Lentini è una raccolta di poesie dalla rara finezza. Inesistenza, fantasmi spersi, il balcone del tempo, l'arrampicata sono solo alcuni dei componimenti che, con tocco leggero, tratteggiano un mondo dove la Natura e l'esistenza umana spesso si confondono e sovrappongono. La vita diventa un insieme inestricabile di immagini e parole in dissolvenza. Al di là del pur indubbio senso estetico, la lettura di queste poesie ci allontana per un attimo dal quotidiano convulso e rumoroso. Le parole, o meglio i versi, scorrono uno dopo l'altro restituendoci una personale lettura del senso della vita.


“forse vedrò l’eucalipto/pavoneggiarsi ancora/al centro del giardino/al primo sole/questa la sua stagione/la sua ora”




Giuseppe Lentini nasce a Palermo. È cresciuto tra Agrigento e Padova, brevemente a Firenze. Ha seguito studi lucidamente incoerenti, tra umanistici ed economici. Oggi vive fra Treviso, Asolo e Vicenza; in quest’ultima località sono incentrate le proprie attività. Si dedica anche al teatro, come attore e capocomico della sua filodrammatica “Risus in Fabula”. Scrittore di narrativa, risale al 2015 l’uscita del suo romanzo Come è stata la notte?

Recensioni utente

1 oggetto(i)

per pagina
GIL Recensito da Cinque anni
Gil. Gil. Gil. E così via. No, non sono Gertrude Stein. E nemmeno quell’altra. Sto solo inseguendo l’inquietudine di un monosillabo. Un monosillabo che non riesce ad essere solitario. Mi pare di intuire una trama complessa e piena di figure mobili e coinvolgenti, ma che partono da lì, da Gil.

In apparenza tutto è chiaro: un autore, un letterato appassionato di scena e di immagini, di cultura e di natura, di silenzio e di intensità notturne, viene callidamente adescato, fino a lasciarsi sottrarre quei fogli sui quali sono tracciati pensieri tenuti più nascosti dei primi innamoramenti adolescenziali. Gil.

C’è anche un ritmo, non solo musicale, ma anche artistico, anche culturale, nel volumetto che presto terrete in tasca. Gil si appropria di tele altrui, di foto sue e di altri, di immagini percepite leggendo Picasso, o ricordando Alda Merini, o flautando le notti di Van Gogh. Ne scaturiscono aneliti, illuminati da una improbabile lampadina. Gil.

Conosce, il Nostro, anche il nascondiglio dei fantasmi, quando, lucidi perché riaccesi, lasciano il loro cassetto. Ma dai Piombi, carceri dell’anima, dalle vette, che sono chiamate ed attese dal mare, ciò che ci prende è un patto stringente: vuoi capire? Ascolta, leggi, guarda. Ma, bada bene: comincia da te stesso. Gil.

Poi, ti imbatterai in ciò che merita di essere anche ricordato. Non è solo un esempio, è un simbolo. Ve lo ripeto, anche se lo aveste già letto e fatto vostro: “reperto di una dinastia disciolta come sego sopra fuoco di legna…” Se troverete quel vaso, quel reperto che Gil vi indica e vi mostra, avrete un amalgama di pensiero e natura non indegno del faraone fanciullo. Le ricchezze non vanno misurate con la pietra di paragone, o con gli zeri del c/c, cari solo a qualche contabile. La vera ricchezza, mai ingombrante, mai pacchiana è dove vi viene indicata. Gil.

La danza? Ce la portiamo da quando scendemmo dagli alberi, questi pentagrammi sui quali i primati hanno simulato le prime furtive melodie. Infatti: “… l’aria che si ridesta sfiora dormienti i sogni della platea rapita…” Gil.

Vi ha mai commosso un grattacielo? Avete mai pensato di quali indicibili dolori può essere simbolo? Quanto distante è, questa “summa” della civiltà (cosiddetta) umana, dalla vita, dalla sua eterna madre? Non si può che riassumere: “il liceale dorme il sapore di miele nella bocca… del primo amore consumato ieri” Hai ragione, si può essere liceali anche senza aver mai visto un libro. Gil.

Mi accorgo che sto’ scrivendo troppo. Ma c’è ancora tanto da dire! Vi prego, allora, aiutatemi voi: scrivete voi ciò che non ho lo spazio di continuare a sognare! Gil.

Giusto! Gil! Certo, Gil! Come non ci ho pensato prima: Gil Bil! Anzi: жил-был in russo! Significa “c’era una volta”. Ti ho preso finalmente: sei un affabulatore, un “faulatore” medioevale, un novelliere cortese. O, forse, un pifferaio magico…

(pubblicato il 11/07/16)

1 oggetto(i)

per pagina

Scrivi la tua recensione

La tua recensione: Novità! - Giuseppe Lentini - Tempo supplementare

Informazioni Aggiuntive

Autore Giuseppe Lentini
Tipologia Poesia
Genere A21. Poesia
Isbn 9788899181499
N. Pagine No
Formato Epub
Protezione Social drm
Lingua Italiano

Tag prodotto

Usa gli spazi per tag separati. Usa apostrofi singoli (') per frasi.